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Accordatura e regolazione della meccanica

Posted on 29 Lug, 2016 by in servizi Benvenuti Pianoforti | 0 comments

Benvenuti Pianoforti Accordatura

L’accordatura

Accordare un pianoforte significa posizionare circa 220 corde nella corretta relazione frequenziale con altre. Per variare la frequenza delle corde si agisce sulle caviglie tramite una chiave da accordatura; per aumentare la frequenza si tende la corda; viceversa si allenta per diminuirla. Un’accordatura standard inizia col posizionare il LA centrale della tastiera alla frequenza standard di 440 Hz comparandola con un diapason. Si inizia nella zona centrale della tastiera – dove in genere c’è minore inarmonicità – dando la giusta frequenza alle 12 note che compongono l’ottava. E’ qui che si sceglie il temperamento. L’accordatura poi si estende verso gli acuti e verso i bassi finché tutte le scale, tutti gli intervalli e tutti gli accordi suonino armoniosamente.

In un intervento di accordatura rientra solitamente anche il controllo e la registrazione dei pedali e un’ispezione della meccanica per valutare, insieme al cliente, l’eventuale necessità di interventi.

La risposta dipende dal piano, dall’ambiente in cui si trova, da quanto viene usato e dalle personali esigenze del pianista. Per i pianoforti “casalinghi” di solito è sufficiente che l’accordatura venga effettuata una o due volte l’anno per mantenere il piano in condizioni ottimali. I pianoforti nuovi dovrebbero essere accordati tre/quattro volte il primo anno per compensare l’assestamento delle corde nuove. Un piano da concerto a cui si chiedono alte prestazioni dovrebbe essere accordato ad ogni concerto. In ambienti molto instabili si consiglia di prendere in considerazione  l’installazione del sistema di controllo dell’umidità Dampp – Chaser. Con un costo non molto elevato,  l’accordatura sarà più stabile e lo stress della tavola armonica e dei ponti dovuti all’eccesso di umidità saranno fortemente ridotti.
Le variazioni giornaliere o stagionali di umidità sono la maggiore causa della perdita di accordatura; questi cambiamenti causano espansione o contrazione di vari componenti che alterano l’accordatura sia in senso di altezza totale(potrà crescere o calare rispetto al 440 hz) sia a livello di consonanza tra le varie sezioni ella cordiera. Ne consegue che i pianoforti si scordano anche se non usati e dovrebbero essere controllati a prescinedere dal livello di uso. Molti dei miei clienti mi dicono che il loro bambino sta “solo” facendo propedeutica e che non dovrà fare nessun concerto e quindi il piano non deve essere perfetto. A nostro avviso ciò non è corretto. L’orecchio del bambino (inteso come organo sensoriale) si sta formando e sta imparando a conoscere le diversità di timbro e di frequenza del suono. Parte dell’apprendimento è suonare con espressione, il piano e il forte. Se il pianoforte non è alla altezza giusta (440 Hz), l’allievo non imparerà a riconoscerla; se la meccanica non funziona a dovere, l’allievo non avrà la possibilità di scoprire la variazione dinamica del suono. Se tutto il meccanismo non funziona perfettamente, ciò potrebbe provocare frustrazione e indurre l’allievo a non continuare lo studio.

La regolazione

La meccanica del pianoforte è composta di quasi 4000 parti in movimento, molte delle quali hanno viti di regolazione o sono esse stesse viti per regolare. Queste parti sono generalmente fatte di legno, feltro, pelle o metallo. La regolazione consiste nel mettere a punto la meccanica in tutte le sue parti tenendo in considerazione le scelte strutturali dello strumento operate dal costruttore ma anche le esigenze del pianista. Il tocco del pianoforte può essere migliorato dalla regolazione.

Un piano ben regolato avrà un buon tocco perché potrà essere suonato dolcemente, liberamente e uniformemente su tutta l’estensione della tastiera. Un piano ben regolato sarà piacevole da suonare perché reattivo a tutte le richieste dinamiche del pianista.

Mediamente un piano da studio in casa avrà bisogno di una regolazione della meccanica ogni 5/7 anni a seconda dell’uso. Pianoforti molto sfruttati necessitano più spesso di questo intervento. Tra i sintomi che indicano l’esigenza di effettuare la regolazione/registrazione troviamo:

  • tasti che sembrano non andare a fondo abbastanza o che vanno troppo a fondo
  • tocco disuniforme tra una nota e la vicina
  • tasti che non sono alla stessa altezza
  • difficoltà nel suonare molto forte o molto piano
  • tasti che sembrano molto leggeri o molto pesanti
  • tasti che non ripetono rapidamente

L’intonazione

L’intonazione è una procedura complessa spesso incompresa dai non esperti che frequentemente la confondono con l’accordatura. Non di rado capita che per il cliente più informato l’intonazione consista soltanto nel forare con appositi aghi i martelli o che sia sufficiente indurire il feltro dei martelli con soluzioni chimiche. Queste operazioni fanno sì parte dell’intonazione, ma gli interventi per migliorare il suono di un pianoforte non sono soltanto questi.

Intonare significa esaltare al massimo le caratteristiche sonore di un piano; è il processo che consente di far “cantare” un piano.

Per ottenere il massimo è necessario conoscere a fondo quali sono le componenti che concorrono alla produzione del suono, individuare il potenziale sonoro del singolo strumento – la sua “voce” – e per finire scegliere come poter agire per esaltarne le caratteristiche.

In sintesi ecco alcuni degli interventi da effettuare per ottenere una buona intonazione:

  • livellamento delle corde
  • controllo e adeguamento di forma e peso dei martelli
  • controllo e adeguamento del punto di contatto tra i martelli e il coro
  • controllo e adeguamento dei perni delle forcole regolandone l’attrito
  • controllo e adeguamento dei punti di contatto del telaio della tastiera con il tavolaccio

…la lista potrebbe continuare a lungo…

Inoltre è indispensabile sottolineare che l’intonazione si esegue solo su un piano perfettamente accordato e regolato (vedi voci precedenti).
È un’operazione di finitura che generalmente si effettua per preparare un piano da concerto o da studio avanzato.
A mio parere, è una delle fasi più artistiche del nostro mestiere.

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